Ampliamento Ospedale S. Lucia

Nuove degenze a firma degli arch. Moretti e Iandolo, di cui lo studio Perilli ha curato la direzione lavori. Trattasi di ospedale pubblico con specializzazione in riabilitazione neuromotoria dotato di 300 posti letto in degenza e 20 posti in day hospital.

Progetto architettonico e coordinamento di Luigi Moretti & Patrizia Iandolo Architetti – MIDA tech S.r.l. con arch. A. Angelini (resp. progetto), arch. R. Cuccui, L. Pambianchi, M. Picciau, G. Ricciardi, geom. M. Tosti, M. Trio.
Progetto impianti tecnici e sicurezza Ing. R. Tito – ENETEC S.r.l.
Progetto Strutture Prof. ing. Antonio Michetti – Studi Michetti Antonio & F.
Progetto Antincendio Geom. Francesco Perilli – Ass. Prof. Perilli
Direzione Lavori Arch. Claudio Perilli – Ass. Prof. Perilli con geom. F. Perilli, ing. G. Bianchi, p.i. F. Di Stefano, ing. P. Mangone
Impresa appaltatrice Consorzio L.C.B. – Lamaro Appalti S.p.a., C.M.B. Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi, Betacos S.r.l.

(da un articolo di “Progettare per la Sanità”)

L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) S. Lucia, elevato al rango di Ospedale di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione per la Riabilitazione Neuro-motoria in forza del D.P.R. 30/6/93 n° 269, è situato in via Ardeatina, nel quadrante sud di Roma all’interno del Grande Raccordo e Anulare sul margine occidentale del Parco dell’Appia Antica, la struttura è convenzionata ai sensi della Legge 833/78 con il Servizio Sanitario Nazionale.
Questa importante struttura di servizio è attiva fin dal 1960 nel campo della riabilitazione e rieducazione motoria di pazienti neuromotulesi per cause di qualsiasi natura. L’Ospedale dispone di 300 posti letto, più il servizio di Day-Hospital, attualmente suddivisi in tre divisioni, cui fanno capo primari, aiuti, assistenti e personale para-sanitario e di riabilitazione, oltre agli addetti ai servizi di guardaroba, lavanderia e manutenzione forniti da ditte appaltatrici specializzate, per un organico di 400 unità che, per effetto del D.P.R. 269/93, si sta elevando a 600 unità circa, distribuite in sei divisioni.
Per effetto del D.P.R. 269/93, e fermo restando il numero dei 300 posti letto, si è voluto elevare notevolmente il livello qualitativo dello standard sia ricettivo sia dei servizi connessi suddividendo il numero dei degenti in sei divisioni dotate ognuna di Day-Hospital, per le quali è previsto un requisito minimo funzionale di mq 20 netti di stanza di ricovero per posto letto nonché la dotazione dei relativi servizi complementari specificati dal D.M. 29/01/92.
Inoltre all’attività “storica” dell’Ospedale si è andata nel tempo affiancando un’importante attività scientifica di ricerca punto di riferimento per studiosi italiani e stranieri, in collegamento con Atenei e analoghe strutture italiane ed europee tra le quali va segnalata quella regolata dalle convenzioni con la Prima e Seconda Università di Roma.
Uno degli ultimi effetti di tali collegamenti è stata l’istituzione, attivata dall’Università di Roma Tor Vergata, della Terza Scuola per Terapisti della Riabilitazione la cui sede è presso l’Ospedale S. Lucia nella quale vengono svolte attività didattiche sia teoriche sia pratiche.
L’Ospedale Santa Lucia è destinato a servire un vasto bacino di utenza, non solo regionale, ma nazionale quantificato dal D.M. 29/1/92 art.5 punto6 inuna fascia compresa tra i 6 e i 9 milioni di abitanti per i disabili cerebrovascolari, elevata a 14-17 milioni per le paratetraplegie acute e i coma apallici.
Da quanto premesso si evince che è destinato ad accrescersi il già attualmente intenso rapporto di utenza con la città costituito da addetti al servizio, pazienti del Day-Hospital, visitatori dei degenti, personale didattico e studenti, nonché dai praticanti delle attività sportive per disabili che hanno dato alla Santa Lucia lusinghieri risultati anche in campo internazionale.
La particolare localizzazione della struttura, situata tra due strade immodificabili sulle quali grava un vincolo ambientale (circostanza purtroppo non infrequente nella realtà romana), le specifiche esigenze degli utenti disabili, nonché la scarsa dotazione di collegamenti pubblici adatti ai disabili, rendono indispensabile per l’accesso al servizio l’uso dei mezzi privati i quali debbono trovare un adeguato sistema di sosta all’interno del comprensorio stesso, non esistendo strutture pubbliche di parcheggio in un ragionevole raggio di influenza.
A questo fine nell’ambito del progetto di adeguamento e ampliamento dell’Ospedale si è prevista la realizzazione di un parcheggio interrato multipiano di dimensione adeguata.
I lavori e gli interventi resi necessari dall’adeguamento nel presidio ospedaliero alle intervenute disposizioni di legge, oltre ad essere notevoli e complessi, debbono essere eseguiti senza alcuna soluzione di continuità per le prestazioni sanitarie fornite, si prevede, pertanto, di operare secondo il seguente programma.
1- Realizzazione dell’ampliamento e delle nuove divisioni dotate di Day-Hospital,
2- Realizzazione di parcheggi interrati.
3- Trasferimento delle degenze dal vecchio edificio al nuovo ampliamento.
4- Intervento di ristrutturazione dell’edificio esistente.
Data la vitale importanza costituita dagli spazi aperti per le attività integrative della terapia riabilitativa, la soluzione proposta prevede la realizzazione dell’ampliamento su un grande piano porticato che non diminuisca l’estensione delle superfici all’aperto, ma anzi ne migliori la funzionalità e l’utilizzabilità anche in caso di maltempo.
L’ampliamento si sviluppa su un corpo fabbrica ad “L”, costituito da sei piani più il piano porticato, affiancato alla preesistenza ed a questa opportunamente collegato. Ogni piano è occupato da una divisione nella quale sono allocate le stanze di degenza e tutti i relativi servizi di piano, compresa una sezione di Day – Hospital.
La progettazione dell’intervento si è costantemente fondata su due principi – obiettivo, condivisi dalla Committenza, dalla Direzione Sanitaria e, ovviamente, dagli stessi progettisti così sintetizzabili:
1)      centralità del ricoverato che deve trovare nella struttura di riabilitazione un luogo di relazioni, oltre che di servizi, con caratteristiche evocative della qualità alberghiera;
2)      ottimizzazione della funzionalità distributiva al fine di assicurare, da un lato, la migliore leggibilità e vivibilità del luogo da parte degli utilizzatori del servizio e, contemporaneamente le migliori condizioni operative per le risorse umane impegnate a fornirlo, il tutto unitamente al conseguimento del massimo dell’economicità (intesa nel senso più vasto del termine) della gestione.
Obiettivi questi di facile enunciazione ma di complessa attuazione, specialmente nell’ambito di un’operazione di ristrutturazione e ampliamento di un organismo esistente, articolato e con notevoli condizionamenti fisico – spaziali determinati dalla configurazione delle superfici e dalla distribuzione dei volumi, e in considerazione dell’obbligo imperativo di non provocare soluzioni di continuità nell’erogazione dei servizi di ricovero e cura durante la realizzazione degli interventi
Le diverse soluzioni si sono trovate attivando un processo circolare iterativo di verifiche sulle successive stesure delle proposte progettuali, processo che ha coinvolto stabilmente tecnici, Direzione Sanitaria e management e, di volta in volta secondo le necessità, qualificate consulenze specialistiche nonché le diverse realtà operanti nella struttura.
La cellula base del progetto di ampliamento è rappresentata dalla stanza di degenza che con la sua dotazione di spazi (circa 40 mq cui si aggiungono 5,5 mq del bagno) rappresenta per i due posti letto ospitati uno degli standard più elevati oggi conseguibili.
Ma il livello qualitativo elevato non è assicurato dal solo e semplice dato dimensionale. Particolare cura è stata posta, infatti, nello studio dell’illuminazione naturale e delle opzioni di oscuramento parziale o totale dell’ambiente per il tramite di frangisole esterno a comando elettrico, dell’illuminazione artificiale, dei servizi complementari offerti di intrattenimento e di comunicazione delle soluzioni di arredo e nelle finiture, nonché nell’impiantistica di climatizzazione di cui si dirà oltre.
La progettazione cartacea dell’unità elementare “stanza” è stata assistita dalla contestuale realizzazione di un modello al vero che ha consentito le necessarie verifiche da parte di tutti gli attori del processo decisionale con immediata lettura e collaudo delle diverse proposte progettuali.
Il risultato ottenuto è una confortevole unità abitativa nella quale è possibile anche soggiornare e avere vita di relazione senza i disagi del sovraffollamento e dove lo stimolo ad uscire e frequentare gli spazi esterni (fattore importantissimo nell’ambito della terapia riabilitativa) è indotto dalla ulteriore qualità dei servizi offerti e delle opzioni reperibili piuttosto che dalla invivibilità dello spazio di degenza assegnato.
Il piano tipo delle nuove degenze dell’Ospedale Santa Lucia ha una superficie totale di circa 4.000 mq, conformata, come già detto, ad “L”, ed ospita 52 posti letto distribuiti in ventisei stanze a loro volta suddivise in due sottodivisioni innestate su un corpo cerniera destinato a spazi collettivi comuni ospitante un grande soggiorno di circa 150 mq, pensato con le caratteristiche di immagine di un bar – ritrovo, la palestra di piano di circa 350 mq nonché i servizi di Day Hospital e tutti gli ambienti destinati al personale medico, paramedico e ausiliario.
Il corpo di fabbrica è del tipo triplo, con le stanze e gli altri ambienti di attività tutti posti in facciata, doppio corridoio di distribuzione e spina di servizi al centro ospitante i locali tecnici e i collegamenti verticali.
Nel nuovo edificio è inglobata la grande palestra di circa 1.600 mq per le attività sportive, in sostituzione dell’esistente di cui si prevede la demolizione.
Al piano interrato, sotto il portico, sono localizzati oltre alla palestra, i depositi, e tutti i locali per attività tecniche e di supporto nonché di movimentazione in entrata e in uscita di tutte le forniture..
Al piano porticato libero si trovano esclusivamente la sala controllo centrale e gli accessi ai piani superiori.
La selezione di tutti i materiali edilizi da adottare è stata effettuata in base a criteri di affidabilità e durevolezza al fine di minimizzare al massimo interventi manutentivi, non solo per motivi economici ma anche, e soprattutto, per limitare disagi ai degenti e interruzioni, anche parziali, di erogazione dei servizi
Anche la progettazione degli impianti tecnologici si è posta come obiettivo irrinunciabile l’ottenimento di elevati standard di comfort per gli ospiti ed una serie di facilities a vantaggio degli operatori sanitari che opereranno all’interno della nuova struttura.
Per il raggiungimento di tale obiettivi sono state prese in esame le innovazioni tecnologiche nei vari settori impiantistici e sono state effettuate scelte che privilegiano l’alta qualità dei materiali impiegati, il controllo dei consumi, l’affidabilità dei sistemi e l’integrazione degli stessi per una gestione ottimale del comfort ambientale, della sicurezza e dell’igiene ospedaliera.
Le realizzazioni proposte, rispondono pienamente non solo alle normative vigenti in materia ma recepiscono anche, dove applicabili, le nuove indicazioni che i vari Enti preposti sono in via di definizione creando i presupposti perché l’edificio rientri fin d’ora negli standard europei.
Il comfort per gli occupanti degli ambienti destinati a degenze, palestre e uffici della nuova realizzazione si otterrà, ad esempio, mediante un impianto di condizionamento del tipo a tutta aria multizona con batterie di postriscaldamento locali per ciascun ambiente condizionato.
La regolazione della temperatura e del grado di umidità all’interno degli ambienti sarà possibile in modo univoco ed autonomo con l’impostazione del set-point di temperatura (in ogni caso all’interno di range prestabiliti che consentano l’osservanza delle vigenti normative in materia di risparmio energetico), l’installazione di sonde di temperatura ambiente e di regolatori per ciascuna stanza di degenza e per i locali destinati agli operatori.
Il numero delle Unità di Trattamento Aria (UTA) installate sulla copertura dell’edificio, permette un elevato frazionamento delle utenze facilitando le opere manutentive sugli impianti senza penalità sull’esercizio del fabbricato, la possibilità di ridurre la portata dell’aria trattata in caso di non disponibilità di uno o più piani e garantire in ogni caso le condizioni minime di ricambio e purezza dell’aria inviata in ambiente. Tutte le macchine sono dotate di diversi livelli e sistemi di filtraggio che garantiscono un’elevata purezza dell’aria immessa negli ambienti.
Le macchine frigorifere previste per la generazione dei fluidi freddi primari saranno poste sulla copertura del fabbricato e saranno adottati idonei sistemi per l’eliminazione o l’attenuazione delle sorgenti di rumore sia verso l’interno, utilizzando materiali isolanti e giunti antivibranti per l’appoggio delle macchine, sia verso l’esterno con l’installazione di barriere afoniche.
Per assicurare un risparmio energetico nel periodo estivo, si sono previsti sistemi di recupero del calore di condensazione sui gruppi frigoriferi che consentono di avere gratuitamente il calore necessario per il postriscaldamento estivo senza la necessità di ricorrere alle caldaie preposte alla sola produzione di acqua calda per il riscaldamento invernale e di acqua calda ad uso sanitario.
La fornitura di energia elettrica all’intero centro potrà avvenire tramite l’utilizzo, oltre che da rete pubblica, anche da diverse fonti alternative, quali gruppi elettrogeni a copertura dell’intero carico elettrico del fabbricato, gruppi di continuità assoluta (per particolari installazioni che richiedono la garanzia di continuità di servizio).
Si sta valutando inoltre l’inserimento di sistemi di cogenerazione che oltre ad introdurre elementi di economicità, permette di elevare al grado massimo la garanzia di continuità del servizio.
Il sistema cogenerativo nel suo insieme potrà fornire all’intero centro energia primaria sotto forma di energia elettrica, fluidi caldi, per il loro diretto utilizzo o, tramite assorbitori, fluidi freddi.
Il grado di illuminamento delle singole zone, l’omogeneità ed il colore di emissione dovute ai corpi illuminanti scelti, definiranno all’interno dei singoli ambienti livelli di comfort visivo adeguati alle esigenze poste oltre che dalle normative vigenti da autonomi criteri di corretta progettazione.
È altresì prevista una completa dotazione di impianti speciali (rivelazione e spegnimento incendi, fonia e trasmissione dati, diffusione sonora e audiovisivi, chiamata infermieri, supervisione e controllo, controllo accessi, TV a circuito chiuso, distribuzione gas medicali) che svolgono il servizio di intrattenimento, tutela e sicurezza per gli occupanti e forniscono un elevato numero di facilities per gli operatori del centro.
Per tutte le sale degenza si ha disposizione un elevato numero di prese telefoniche che permetteranno:
1)      ai degenti di comunicare direttamente con il mondo esterno via telefono o via Internet;
2)      al personale medico e paramedico di connettersi attraverso sistemi informatici a banche dati per il reperimento diretto delle informazioni relative alle cartelle mediche dei pazienti e nello stesso modo di inviare prescrizioni agli specifici settori che operano all’interno del complesso ospedaliero (richiesta di analisi, visite specialistiche, ecc.).
Predisposizioni su travi testaletto permetteranno di collegare impianti Tv e radio per i singoli degenti, installati in modo da attenuare al massimo i reciproci disturbi che i fruitori possono arrecare agli altri pazienti.
Negli spazi dedicati a terapie motorie dislocati ai piani, si sono immaginate e predisposte apparecchiature che permettano la registrazione dei progressi raggiunti dai singoli pazienti, attraverso sistemi di riprese televisive a circuito chiuso dedicate esclusivamente a fini terapeutici ed informativi.
Particolare attenzione si è posta al sistema di chiamate infermieri che risponde ai criteri di un’ampia e diffusa operabilità, non trascurando aspetti legati alla facilità di utilizzo ed alla possibilità di una facile programmazione.
Questo al fine di adattare l’impianto e le predisposizioni installate alle diverse possibili esigenze che verranno a definirsi nel corso dell’utilizzo.
Si è tenuto conto della necessità di forme ergonomiche, legate all’utilizzo dei terminali per degenti nella scelta di perelle di ampie dimensioni e di terminali a chiamata vocale con pulsantiera evidente e di facile utilizzo.
La tutela degli occupanti l’edificio è stata oggetto di particolare attenzione dato il tipo di utilizzatori del centro, sia in termini di sicurezza passiva e di facilità d’esodo che di prevenzione. Tutti gli ambienti sono controllati dall’impianto di rivelazione incendi che sarà gestito in condizioni di normale funzionamento da un sistema di supervisione e controllo che metterà a disposizione del personale preposto alla vigilanza dell’edificio, un’interfaccia uomo macchina di immediato e facile utilizzo.
Utilizzi specifici, quali i due piani dedicati ad autorimessa, saranno protetti da sistemi di rivelazione gas tossici fortemente interconnessi al sistema di ventilazione forzata che sarà realizzata attraverso casse ventilanti.
Ad integrazione dell’impianto di rivelazione incendi e per utilizzi di informazione all’interno della clinica sarà installato un sistema di diffusione sonora, che coprirà tutte le zone, comprese quelle dell’autorimessa.
Il controllo degli accessi ai singoli piani sarà effettuato attraverso un impianto di Tv a circuito chiuso e video citofoni, che garantiranno il flusso delle persone sia nel normale orario di visite che in quello notturno.

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